"Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso
con stelle al neon e un poco d'universo
mi sento un eroe a tempo perso
io scriverò se vuoi perché non ho incontrato mai
veri mattatori e veri ombrellai
ma gente capace di chiederti solo come stai
io scriverò se vuoi perché ho amato tutti i sessi
ma posso garantirvi che io
non ho mai dato troppo peso al sesso mio
ma con chiunque sappia divertirsi mi salverò
che viva la vita senza troppo arricchirsi mi salverò
che sappia amare che conosca Dio come le sue tasche
io scriverò perché ho vissuto anche di espedienti
perché a volte ho mostrato anche i denti
perché non potevo vivere altrimenti
io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure "
la prima volta che ho conosciuto un foglio vergine avevo 3 anni
da allora non ho più smesso.
non so perché scrivere è diventato il mio modo di esprimere. comunicare. dare. parlare. esistere.
so che per due righe su un foglio che la stanchezza non riesce a farmi buttare giù
mi si spegne ogni volta una luce dentro
e io
forse
poi non brillo più
.
e tu lo sai cosa vuol dire? essere una penna a partire da dentro
tu lo sai cosa vuol dire? essere inchiostro a partire dalle vene
sai cosa vuol dire? la mia stanchezza.
di una vita spesa a svegliarsi al mattino e caricare la molla dell'autoiniezione per far arrivare con la giusta spinta la forza di non cedere di non vendersi e svendersi di non arrendersi di non adeguarsi di non accettare il compromesso.
di una vita a sperare di non essere giudicata e condannata per questa diversità a tratti invalidante che porta a scavare cercare andare ininterrottamente dentro e oltre intorno sotto sopra accanto nelle viscere tra le pieghe delle vene nei buchi nei tagli nelle ferite vere e in quelle intime nei ricordi tra le lenzuola dei fantasmi che arrivano poi a soffocare all'improvviso
di uomini che non siano solo cazzo pronto a farsi ferro e sperma e non trovarne
di donne che non siano solo cazzo pronto a farsi ferro e mestruo e non trovarne
di una vita a cercare di smuovere energie e incastrarmi in occhi capaci di farsi abbagliare
e cuori che nel loro tum tum bum bum riescano ad occupare non solo lo spazio toracico a loro disposizione ma si allarghino fino al ventre e salgano in spirali sottilissimi fino alla mente senza porre limiti all’illimitato. Senza creare aspettative e trasformare la bellezza dell’incanto infantile e delle spontaneità dei sentimenti in relazioni. Corpo. Unione. Desiderio. E non trovarne.
sai cosa vuol dire? Che nessuno sa chi sono. Nessuno sa tenermi davvero con se.
Sai cosa vuol dire per chi è fatto di inchiostro sapere che. ?
Che lyberty mode è una tomba? Il mio mondo, tutta me. Una tomba.
che nessuno ha davvero letto? sentito? compreso?
.
Vuol dire che poi una mattina ti svegli e la molla non si carica più
e si muore per poter rinascere
e quante vite ho
.
.
.
?
Ne ho una che è questa che corre. Veloce e non si sa dove.
E vento che taglia in faccia e freddo che sale da sotto le maglie leggere
E carne che si fa calore con romeo e black tra le braccia
E carne che si fa fuoco con la rabbia che vi regalo che di amore ne ho sprecato troppo
E adesso ne tengo un po’ solo per me.
Da farmi cadere addosso mischiandolo alla neve
.
[grazie pa’ è un bel regalo che mi fai]