sabato, 12 settembre 2009

[scatto di maria luigia semeraro]

[Le streghe sono dolci quando sanno di potersi fidare. Raccolgono erbe e regalano carezze lievi lievi quasi come solleticanti folate di vento quando sanno di potersi fidare. Si lasciano guardare e spesso sorridono rumorose e a denti scoperti quando sanno di potersi fidare.

Quando sanno di potersi fidare.

Il rogo è sempre in agguato dietro ogni albero maestro o cespuglio o tana malnascosta. Le streghe lo sanno ma sono scalte e furbe come gatte e non si lasciano stanare.

A volte poi, poi tutto muta...]

[Me. Mutevole. MutevolMente]

Sono figlia di un pericolo acerbo che domina l'aria. La riempie. Saturandola. Il cinismo è alle porte e mi trova indebolita e un po' tremante. Nei momenti come questi le streghe cedono. Gli inquisitori inneggiano alle loro sublimi capacità. Talmente piccoli nel loro universo da cartolina da non sospettare. Capire. Da non sentire [sentire? parola sconosciuta per le loro orecchie ovattate] che lo smacco altro non è dovuto che a un dolore attaccato alle viscere.

[Me]

Si rischia ancora una caduta poco elegante da questa corda tesa sull'universo deforme. Io sono forte. Me l'hai detto anche tu, per poi dimenticarmi.

...e la dimenticanza che strage di Fate&Sogni ha portato in questa vita che prendo. Undolore talmente devastante da rendermi preda da stanare. Ma. Stanata. Ancora.

NO

.

giovedì, 19 febbraio 2009

Sono elettrostatica. sono elettrogravida.

[army of me - Bjork]

Gira. Testa su se stessa. Tesa. Tengo il conto delle ossa che piangono nella pratica poco intelligente falsamente rilassante. assillante. a tratti esilarante.

.in corso.

.Il fucile puntato è un occhio frigido.

[tumiguardienonmiveditumivedienonmiguarditumisfianchi]

Nella casa burattinaia della mente esplodono rivolte. membra avvolte da ragnatele stanche. sbadiglierebbero tediate se solo potessero. si limitano a ingrigire le visioni confondendo retine. Dolori plurimi squarciano silenzi. mi mischio al sangue. mi mischio al fango. ne riemergo a tratti viva.

io. poi.sono sola.

[perchè faccio paura]

 

 

 

giovedì, 03 luglio 2008

“hai voce cristallina da elevare al cielo”
no maestro solo passione
“la passione brucia in fretta lasciando cenere”
di questo vivo
“e ne morirai in fretta”
Felice.

Il maestro osserva silenziosamente
Sangue scorrere impetuoso nel corpo della
giovane allieva indomabile.
Crea onde interne
nelle vene gonfie.
Emettendo suoni incerti
Infiamma il corpo giovane
Risvegliando sensi dimenticati



Penserà sia l’inferno a sfiorarlo adesso
In vesti di pelle candida.

Vi concedo di riderne
Fino ad esplodere
e svenire.


La giovane donna osserva il sangue
scorrere lento nel corpo del maestro
Magro e grigio in completo blu
Lento
Creando sbuffi vaporosi
Accanto al cuore
Visibile ai suoi occhi attenti
che rendono il vecchio corpo
pellicola trasparente.

Penserà che sia la morte a sfiorarla adesso
Attraverso lo sguardo vuoto
Nutrito da stinti ricordi

In coro vi concedo di piangerne
Fino a morire
e rinascere.

La vita è un pensiero
E vola via
.

vomitato in fili di parole da: cabram mentre scoccavano le 09:25 | Permalink | commenti
categoria:intimismi, cosa sai di me