lunedì, 16 ottobre 2006

Da piccola a volte mi concedevano le favole. Qualche ora improvvisa nel giorno. Non necessariamente prima di dormire. Non necessariamente nel modo classico:  libro/disegni/caratterigrandi/vocicamuffate/carezze. Non necessariamente,no. Mi concedevano le favole infliggendomene la morale.

"sei anni. seconda elementare. Scuola in comune con la zia cuoca.esterno giorno"

                 -Non c'è NessUno bimba a prenderti?- lo sbirro di guardia all'uscita di scuola. Allegramente gli risposi che  -Si , viene mio padre oggi- mi guardavo intorno a cercarlo -ma sei sicura [come ti chiami? - tiziana-] tiziana che tuo padre verrà?- Menoallegramente - Si, ieri sera ci ho messo un sacco a convincerlo- sempremenoallegramente io.

Dopo quasi due ore trascorse a raccontare di me. Parlare come una donnina. Ragionare anche sulle strane personalità di Georgie e Mimì. Continuare e ricontinuare a sentire lui dirmi che - non verrà più NessUno a quest'ora credo- non conosci il numero di NessUno a cui poter chiamare?- Non c'è NessUno che abita qui vicino?-

STOP. Nella mia mente la non voglia di accettare il fatto che il mio secondo partoriente, quello astratto, di ocncepimento coresponsabile mi avesse tradita. Tradita.

Amaramente ingannata per poi punirmi abituandomi da quel giorno a non fare più capricci. A non pretendere che papà saltasse il lavoro per una stupida uscita da scuola che non l'aveva mai visto presente. A non tentare di commuovere col pianto.

Al quasi scadere della terza ora NessUno dalla strada, una voce dalla scuola. La zia cuoca che chiamava a tutta voce. Lo sbirro che le va incontro.

- La conosce signora? NessUno è venuta a prenderla- [la mia rabbia] - Si, è mia nipote, la aspettavo in mensa ma non è venuta- [la mia rabbia] - Ma signora, è stata qui ad attendere il padre per quasi tre ore e mi ha detto di non conoscere NessUno nei paraggi- [la mia rabbia] - Tiziana-con losguardo torvo da zia arrabbiata- perchè non l'hai detto al signore che c'ero io?-

solo un flebile -papà l'aveva promesso-

Falsamente gentile prendermi per mano e ringraziare lui che aveva sprecato tre ore di vita a convincermi che per me non ci sarebbe stato mai NessUno che ora mi guardava con aria di trionfo fottendose del mio occhio umiliato che tratteneva gocce e veloce rientrare in scuola e mettermi davanti alla purea di patate e al pollo senza un goccio d'acqua da bere per mandarlo giù il rospo.

Mangiai, quello si, che adoro le patate.

Nella mia mente di bambinamanontroppo tre pensieri fissi. Come segni tatuati sulle braccia a ricordare.

uno] Non chiedere più nulla e imparare a vivere senza le ovvietà che tutti hanno. Il papà fuori da scuola, soprattutto.

due] Tenere lontani gli sbirri.

tre] Diffidare di tutti i NessUno del mondo. Non arrivano mai e sono la prima strada verso il niente.

Alla fine stare con la zia mi ha sempre divertito e papà non credeva io me ne fossi ricordata, ma la favola era stata creata ed io ho imparato svelta la lezione. Esattamente oggi lo racconto perchè non adoro particolarmente chi mi bacia e pensa e scrive non solo restando, ma in più firmandosi con il nome più anonimo che esista, NessUno, affermando di conoscermi, ma senza mostrarsi.

NessUno questo post è anche per te. Solo per farti comprendere che di belle parole è piene il mondo, ma se seguite dal niente, niente restano.

[Da oggi i commenti anonimi lasciati sul mio blog verranno eliminati. La mia vita è un gioco forte tanto da nno avere bisogno di ulteriori enigmi nè di poca chiarezza. Limpida esistenza la mia. tutti accetti purchè reali. Tiziana.]

vomitato in fili di parole da: cabram mentre scoccavano le 07:57 | Permalink | commenti (15)
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