solo luce falsa accecante/cabrart
a volte fuggirei spingendo spilli sottili in fondo alle pupille. Di fughe maldestre da ferma a trascinarmi in un dolore fisico ed eterno che cancellerebbe il male di transito in giorni scotti. Che scottano. Ho raccolto un grano intimo al sapore di amara realtà trascinando me e werewolf in vicoli antichi in un pomerigigo di sole. Dai balconi pendevano lampadine . Ai portoni dominavano lucchetti e i pusher in circolo erano in vena di sorrisi non nocivi. Al ritorno barche in strada e gelati a sciogliersi.
Poi l'idea.
Siamo arrivati lì dove la mia infanzia ancora giace in ricordi ripescati dietro la retina. Campi di calcetto e palestra hanno ceduto il posto a macchine abbandonate e rifugio per morti annunciate. "Il classico posto da stupro" sentenzia un werewolf sempre attento. In un attimo. Uno solo. In effetti basta poco ad accorgersene che lì brulica dolore e fine. Io non parlo. Io taccio. MI guardo intorno e scatto inebetita foto su foto nel vano tentativo di distaccarmi da ciò che vedo.
Assurda idea la mia. Di non poter provare attraverso un mirino il dolore.
Me ne accorgo in fretta e mi torna in mente lui. I capelli neri a schizzar acqua in un agosto lontano. Il verde di occhi avidi di vita di "emozione sempre più indefinibile" come in canzoni sempre in testa. La frutta condivisa e i mozziconi a bruciare coperte poco calde. I furti. La tristezza e le posate inesistenti a raccogliere cibo immaginario. Gli abbracci e le lacrime di lui nell'ultimo saluto a mio padre. Gli abbracci e le lacrime mie nell'ultimo saluto a lui. Il dolore. Il non ritorno. La dimenticanza. L'oblio tanto atteso. L'egoismo inevitabile mio. Di chi resta. E non dimentica.
Scatto. Ancora. Ancora. Ancora. Scatto.
Ti ricordi? Ho provato ad urlarlo "èsololuceaccecante" senza prender fiato. Senza ascolto ho perso battaglie. Mi è bastato per non cadere nella spirale poco eroica dell'ero. Mi è bastato per non perdere mai di vista chi sono. Io. Mischiata ma non invischiata in realtà dure.
Ora nel ricordo trovo pace. La tua. Re. Senza fili. Mai più schiavo.
Quello che werewolf non conosceva è la radice del mio triste reagire. A volte ci sono storie che è bene raccontare a sangue freddo quando il male scompare. o meglio si addormenta e ti lascia respirare. Spero mi perdoni se in quell'attimo di cucchiai e siringhe e sangue su cartone tutto ciò che riuscivo a dire era "qui fa male. Si da stupro. Vero". Scatto dopo scatto.
Una schermaglia non attiva la rubattimi in funzione.
oggi ancora tremo. e ci tornerò. Come in una messa privata. in onore di te.
[Nella mia città ci sono luoghi un tempo splendidi che hanno un grande potenziale abbandonati a se stessi a marcire. A volte mi viene da pensare che al comune faccia comodo lasciare le cose come stanno in modo da poter tenere sottocontrollo la situazione di tossicodipendenza avanzata che richiede ovviamente spazi in cui rifugiarsi per bucarsi. Per dormire in inverno. Per stare lontani dagli occhi del resto del mondo. Io non sono il comune e non sono un giudice. Credo però che ripulire ogni tanto quei luoghi per evitare che gli stessi tossicodipendenti corrano il rischio di ammalarsi e peggiorare la loro già precaria situazione possa essere una richiesta "giusta". Se proprio vogliamo considerarli "pericolosi" almeno non arriviamo a dimenticare che si tratta di uomini. Le motivazioni che spingono ad un lento suicidio non ci interessano, Non stiamo a parlare di questo. Non è quello il punto, se loro meritano o meno una triste sorte, se "se la sono cercata". Tutto ciò che ci vorrebbe è un po' di umanità. Nno si parla di lavoro. Di aiuto economico. Di sostegno. Si parla di sistemtiche disinfestazioni. Almeno quello. Almeno.
So di vivere in una città in cui vige un sistema di rifiuto per ogni condizione umana che non rientri nel "progetto globale" di bravo cittadino, ma questo non mi spinge a restare indifferente e a seguire per poter vivere "meglio e indisturbata" le loro idee. Tra le righe la mia è molto più che una denuncia e so che c'è chi saprà cogliere il resto. Intanto a voi uno scatto. Uno fra tanti. Per capire.]

sound on: the end/the doors
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