lunedì, 29 maggio 2006

Su reggaemuffin’ sound / Malinconie nel sole
 
Ieri una solitudine in fasce a chiedere cibo. Qui sulla schiena nel sacco portatutto invisibile.
Ho una casa io. Lumaca in viaggio in tempi lenti che consumano attese.
Ho una casa e ricordi. Nel sole esplodono teste. Una dopo l’altra senza sorrisi.
Io esisto. Nelle ombre dietro alberi. Tra radici della coscienza secolare comprendo che.
 
Ho perso anni illusi. Sono scivolati via veloce. Oltre le ciglia in scatti da congiuntivite.
Rapidi quanto le mancanze che ho.
 
Ieri scattavo foto nel sole. Scialba e imperfetta come solo io so costruirmi.
Maschera reale dell’ennesima me.
 
Ieri scattavo foto nel sole.
Intanto il mio mondo salutava da lontano ed io.
Piangevo liquidi al sale all’interno di me.
 
Ieri una solitudine in fasce a piangere assenze.
Di birre condivise e rasature asimmetriche e strada come casa.
Di canne da girare e occhi da socchiudere ed etilico in circolo sempre più veloce.
Di case occupate e cani. Di notti collettive e soldi pregati sull’asfalto bollente.
Di pane secco regalato in notti pre/estive.
Di colori ed estreme attenzioni. Di rivisitazioni. Di apparenti ribellioni.
 
Ieri scattavo foto nel sole e i compagni di ieri non avevano sorrisi per me.
Se tornassi con la chimica dentro e una bottiglia di vino buono per la sera tornerei visibile.
Ora no. Ora sono salva. Questo mi rende colpevole di abbandono.
 
Ho lasciato il male a surriscaldarsi al sole.
Ho scelto di nutrirmi di mancanze in attesa di giorni puliti.
Ho scelto di lasciare la mano ad un tempo spento.
 
Passo dopo passo. Borsa piena e tempo lento.
Addio dopo addio. Croci intime e segni evidenti.
Lacrima dopo lacrima. Volti indifferenti e ricordi di illusioni stinte.
 
Ieri una solitudine in fasce a leccarsi piano. Spezzata.
Da palestinese in lotta su dipinto di Tiger e abbracci sottili.
Da Noccia writer in mani sporche e gambe scoperte e baci leggeri.
Da Tanio in flymode ed io sotto incantata in babessenza a guardare.
Da Black sempre accanto ad accarezzare tristezze evidenti.
Da stralci di comitato in saluti accennati.
 
Dalla me che sa di non aver perso poi nulla.
Solo frammenti di vita storta senza essenza.
Solo grigio nell’aria e sui corpi fermi.
Scattando foto nel sole e sul mio volto colore.
 
[oggi]
I’m red.
Non ho perso niente.
Perché nulla ho avuto tranne me.
Solo una vita scenografica di volti e rapporti di cartone.
Già disintegrati dall’inverno.
Già nelle rimanenze pronti a sciogliersi al sole.
 
Io no.
E la solitudine è mancanza di me.
[torna presto]
{Ritorno}
[e sarà nel sole]
 E poi tocco la barretta
al suo posto con sfera multicolore e ricordo
che non sono sola.
vomitato in fili di parole da: cabram mentre scoccavano le 13:21 | Permalink | commenti (19)
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mercoledì, 17 maggio 2006

fly

SIAMO

SOFFISBUFFISCHIZZI
MACCHIE DI COLORE
SALIVA DI PENNELLI
SQUARCI

SPESSO CI SI DIMENTICA


MENTE CASSINO CHE
CANCELLA LE TRACCE

QUESTO SIAMO

RESTA
LO STRIDERE
DEL GESSO SULLA LAVAGNA
.

vomitato in fili di parole da: cabram mentre scoccavano le 16:28 | Permalink | commenti (10)
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lunedì, 15 maggio 2006

 

fly

(Ieri piatti da posare in credenza e forte come un pugno la scoperta).

Ho trovato un portafogli. Il tuo. Delle tre foto ricordo che tenevi con te solo una piegata. La mia. Come a volermi mettere da parte. Dimenticare per un po'. il tempo che non abbiamo avuto di far passare rabbia&male. Il tempo mio perduto per farmi perdonare. Calligrafia di padre e profumo dei tuoi pantaloni. Poi ricordi. Feroci. Come treni a passare su corpi. Riducendo tutto al silenzio & brandelli sparsi. Dubbio come tarlo a rodere. La notte. Tutta la notte. E dimmi che mi ami. Urlalo in qualche modo a questa figlia deforme che non risparmia lacrime. Ancora no. Sommersa e riemersa in cicli senza fine. Di colpe e mancanze. Di mai dimenticanze (e forse ora melien capirà). Di stanze chiuse in fondo. Qui. nella penombra di me. dimmelo.In sogno con luce nuova. Ancora e ancora e che non ci sia fine.


OVUNQUE PROTEGGI - Vinicio Capossela

Non dormo ho gli occhi aperti per te,
guardo fuori e guardo intorno
come è gonfia la strada
polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dove è scritto il tuo nome,
dove è scritto nel ferro...

Nel cerchio d un anello...
dove ancora mi innamoro
e mi fa sospirare così...
adesso e per quando tornerà l'incanto

E se mi trovi stanco
e se mi trovi spento
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché
e anche gli alberghi tristi
che troppo e per poco e non basta ancora
ed è una volta solo

E ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto...
l'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore
freddo nel sole
e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato
se non ci sono stato
se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà il tempo...
il tempo per partire...
il tempo di restare
il tempo di lasciare
il tempo di abbracciare..

In ricchezza e in fortuna
in pena e in povertà
nella gioia e nel clamore
nel lutto e nel dolore
nel freddo e nel sole
nel sonno e nel rumore
ovunque proteggi la grazia del mio cuore
...ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

ovunque proteggi proteggimi nel male
ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

vomitato in fili di parole da: cabram mentre scoccavano le 19:01 | Permalink | commenti (20)
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