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RED (collageIntimoEchiarezza)
Oggi ho voglia di dire di me. (Vita d'artista - Sergio Cammariere)
Ho trascorso gli ultimi due giorni tenendo stretta la forza derivante dal sangue in giusto circolo. Mi sono ritrovata a respirare nel bicchiere stracolmo di cera in gel rossa e spille francesi che ho autoprodotto. Dall'interno potevo riconoscere senza dubbio la mia maglia red/reds e il barattolo rosso di fragola stampata poggiato sul portadischettondiriproducimusica (alias cd) rosso che ho acquistato ieri tra la folla impazzita all'auchan (unico luogo in cui mi rifugio per ricordare a me stessa cosa è l'omologazione, mi ci tuffo dentro felice per poi arrivare a RIpensare sempre felice come è bello starne fuori. Fino alla prossima crisi in cui necessito di riconoscermi anche io animale sociale.)messo sul tavolo del pc di fronte allo specchio red del Che che mio fratello venera senza tregua cantandogli canzoni PUNKOI! e io da sopra ad applaudire felice.
RED
Sembra quasi un obbligo alla guarigione ed io lo dicevo a Werewolf che il primo dell'anno lo avremmo avuto a marzo. Che sarebbe arrivato il momento in cui avrei preso sta vita tra le mani e l'avrei colorata di rosso vivo. BUM-BUM cuore che riprende a battere e non fa più paura. TIC.TOC.TIC. Gli ingranaggi che riprendono a muoversi dentro. A tenere il tempo. Quello giusto. Il mio. Ieri ho consacrato le Vans sporcandole di terra morbida. Intorno Birillo in cicciolemode correva sbavando di gioia e l'aria mi dipingeva di red il volto mentre raccoglievo fiori di mandorlo da donare alla mia partoriente. I limoni raccolti baciando il mio uomo riposano in frigo nudi. Il vestito invece è in ammollo in alcool puro in attesa di divenire cremalimone da papillegustativeinestasi mode. So essere abbastanza donna terrena quando voglio. In fondo lo stimolo alla reazione giusta arriva anche cosi. Non sentivo tanta forza gridarmi dentro dal 14 dicembre 2004. ore 12:00. Autobus n°3. Voglio dirlo. Voglio essere chiara per una volta. Leggibile. Da comprendere. Volutamente esposta. Il giorno della malattia andava nominato. Mi sembrava giusto dargli un tempo giusto. Il suo. Da bloccare. Senza dimenticare. Fermare. Ora che sono quasi di nuovo completamente in piedi tutto ha il suo peso. Anche io. Un peso che ben mi ricorda di non essere ancora totalmente io. Anche il farmaco che con forza riduco senza lasciarmi intimorire dagli effetti da sospensione. Anche i litri di acido vomitato. tutto. Anche l'anima. 21 grammi per precisione, ma da defunti e io no, ancora non lo sono.
RED
Rossa dentro&fuori&intorno da non sentire quasi il dolore fisico che mi tormenta. Da sovrapporre alla visione del mio sangue scuro in flebo che non riesco a cancellare. Rossa da avere forza di ritornare in ospedale, ora si, senza paura di sentirmi dire che è tutto da ricominciare. Non importa.Ciò che conta è che io riesco a sentirmi. Anche senza bisogno di picchiarmi e farmi del male. Mi sento. Esisto. Sono. Sorrido. Le crisi saranno sempre meno grandi e l'uomo nero sempre più distante e chissà, magari riesco a strappare anche qualche tiro alle mie examiche nicotiniche e un sorso di birra che mi manca tanto. Di quelle vere. Guinness in lattina, un calcio alla paura, quella vera, che mi ha rubato un anno di vita e speranze. Speranze rosse. Rosse anche loro. Come l'amore che metto in questi giorni che pretendo. e nelle mani che stringono l'uomo che mi ride accanto. Forte. Sempre più forte. Ogni giorno di più. Ogni punta rossa sulle mie guance in più.
ThanksRedLife.
(Questo post altro non vuole essere che un ringraziamento speciale a coloro che nel momento della caduta hanno deciso di starmi accanto senza mai abbassare lo sguardo, senza distrarsi, dedicando totalmente a me tutto il tempo e la forza in dotazione senza rimpianto, senza risparmiarsi. Soprattutto senza fermarsi di fronte al muro nero che avevo innalzato e alle continue ricadute, nè davanti al mio perdermi e al male scuro che tentava di avere la meglio su di me. Questo rosso è per voi che avete dimostrato quanto possa essere forte l'amore. Quello di fatto. Che mai mi aveva sfiorato prima se non in false riproduzioni di se stesso.
Il mio rosso più intimo va a te black e tu sai perchè. Te lo dico ogni giorno quando mi sveglio e ti guardo. Anche senza parlare.)
(((tutto ciò di cui parlo è in collage (tranne il Che) compresa me)))





